Gio di Busca – Sezione Arte 2017

Giò di BuscaBorn in 1959 in Milan, son of Italian father and Swiss mother.
Strongly attracted to each expression of art, early age he devoted himself to painting, encouraged by experts and critics such as Oreste Marini, Gustavo Predaval.

He is interested to sculpture and still as a student at art school, he spent a period in Paris in the studio of Emile Gilioli, French-Italian sculptor of international renown.

After attending artistic high school he enrolled in IUAV University in Venice where he studied architecture.
He earned then his doctorate in architecture at the Politecnico in Milan.

Giò di Busca worked as architect and multifaceted designer for prestigious commissions and companies in Italy and abroad.

But it is in sculpture that realizes his artistic passion, his soul searching, his genius, his love of beauty.
His works merge cultures radically opposed and are related to nature, to the music, but also the ancient to the modern technology.

The ongoing studies and the relentless pursuit to create a new aesthetic code, a project in tribute and in defense of beauty, with a decided refusal of homologation.
The ecxeptionally diverse complete works includes sculptures made of bronze and stainless steel, his oeuvre also involves oil paintings and drawings.

Giò di Busca lives and works in Switzerland, canton of Ticino.

LE SCULTURE di GIO’ DI BUSCALE SCULTURE di GIO’ DI BUSCA Giò di Busca (Giovanni Maria Malerba di Busca) espone per la prima volta in Italia le sue sculture: a Roma, presso la presFgiosa Galleria BIBLIOTECA ANGELICA. Di madre svizzera e padre milanese, Giò di Busca eredita la passione per l’arte dalla famiglia che frequenta ar=s=, è appassionata d’arte e mecenate. Cresce in un ambiente favorevole allo sviluppo delle sue innate do= ar=s=che. Fortemente aBraBo da ogni espressione d’arte, già da giovanissimo si dedica alla piBura, incoraggiato da esper= e cri=ci quali Oreste Marini, Gustavo Predaval e dal chiarista Angelo Del Bon. Si interessa anche alla scultura e, ancora studente al liceo ar=s=co, trascorre un periodo a Parigi presso lo studio di Emile Giglioli, scultore italo-francese di fama internazionale. Si laurea in architeBura a Venezia, si afferma come architeBo e designer, contribuisce al successo di Laudarte e di Colombos=le e si impone rapidamente all’estero, specie negli Sta= Uni= dove ne apprezzano lo s=le insolito e audace. Ma è nella scultura che si realizza la sua passione arFsFca, la sua ricerca interiore, il suo genio, il suo amore per la bellezza. Lavora la materia con eccezionale manualità. Le sue opere fondono culture radicalmente opposte e declinano riferimen= alla natura, alla musica, all’an=co ma anche alla modernità tecnologica. I con=nui studi e l’incessante ricerca danno vita ad un nuovo codice este=co, ad un progeBo in omaggio ed in difesa della bellezza, con un deciso rifiuto dell’omologazione. In questa sua personale a Roma, Giò di Busca presenta opere in bronzo a =ratura limitata. Alcuni pezzi hanno dimensioni gigantesche quali “Emitheos”, il semidio greco o “Francesca” -l’opera dedicata all’amica insos=tuibile: la Marchesa Francesca Giannini di Santamaria- e “America”: il sogno americano. E le sculture di piccole dimensioni quali “DNA” – la predes=nazione – rivelano la ricerca e la perizia dell’ar=sta nel cesellare deBagli e par=colari. La materia u=lizzata - Il bronzo - è ricoperta da pa=ne nere o da bagni oro 24 cara=.
Giò di Busca (Giovanni Maria Malerba di Busca)

Di madre svizzera e padre milanese, Giò di Busca eredita la passione per l’arte dalla famiglia che frequenta ar=s=, è appassionata d’arte e mecenate. Cresce in un ambiente favorevole allo sviluppo delle sue innate do= ar=s=che. Fortemente aBraBo da ogni espressione d’arte, già da
giovanissimo si dedica alla piBura, 
incoraggiato da esper= e cri=ci quali Oreste Marini, Gustavo Predaval e dal chiarista Angelo Del Bon.001 Si interessa anche alla scultura e, ancora studente al liceo ar=s=co, trascorre un periodo a Parigi presso lo studio di Emile Giglioli, scultore italo-francese di fama internazionale.

Si laurea in architeBura a Venezia, si afferma come architeBo e designer, contribuisce al successo di Laudarte e di Colombos=le e si impone rapidamente all’estero, specie negli Sta= Uni= dove ne apprezzano lo s=le insolito e audace.

Ma è nella scultura che si realizza la sua passione arFsFca, la sua ricerca interiore, il suo genio, il suo amore per la bellezza.
Lavora la materia con eccezionale manualità. Le sue opere fondono culture LE SCULTURE di GIO’ DI BUSCA Giò di Busca (Giovanni Maria Malerba di Busca) espone per la prima volta in Italia le sue sculture: a Roma, presso la presFgiosa Galleria BIBLIOTECA ANGELICA. Di madre svizzera e padre milanese, Giò di Busca eredita la passione per l’arte dalla famiglia che frequenta ar=s=, è appassionata d’arte e mecenate. Cresce in un ambiente favorevole allo sviluppo delle sue innate do= ar=s=che. Fortemente aBraBo da ogni espressione d’arte, già da giovanissimo si dedica alla piBura, incoraggiato da esper= e cri=ci quali Oreste Marini, Gustavo Predaval e dal chiarista Angelo Del Bon. Si interessa anche alla scultura e, ancora studente al liceo ar=s=co, trascorre un periodo a Parigi presso lo studio di Emile Giglioli, scultore italo-francese di fama internazionale. Si laurea in architeBura a Venezia, si afferma come architeBo e designer, contribuisce al successo di Laudarte e di Colombos=le e si impone rapidamente all’estero, specie negli Sta= Uni= dove ne apprezzano lo s=le insolito e audace. Ma è nella scultura che si realizza la sua passione arFsFca, la sua ricerca interiore, il suo genio, il suo amore per la bellezza. Lavora la materia con eccezionale manualità. Le sue opere fondono culture radicalmente opposte e declinano riferimen= alla natura, alla musica, all’an=co ma anche alla modernità tecnologica. I con=nui studi e l’incessante ricerca danno vita ad un nuovo codice este=co, ad un progeBo in omaggio ed in difesa della bellezza, con un deciso rifiuto dell’omologazione. In questa sua personale a Roma, Giò di Busca presenta opere in bronzo a =ratura limitata. Alcuni pezzi hanno dimensioni gigantesche quali “Emitheos”, il semidio greco o “Francesca” -l’opera dedicata all’amica insos=tuibile: la Marchesa Francesca Giannini di Santamaria- e “America”: il sogno americano. E le sculture di piccole dimensioni quali “DNA” – la predes=nazione – rivelano la ricerca e la perizia dell’ar=sta nel cesellare deBagli e par=colari. La materia u=lizzata - Il bronzo - è ricoperta da pa=ne nere o da bagni oro 24 cara=.radicalmente opposte e declinano riferimen= alla natura, alla musica, all’an=co ma anche alla modernità tecnologica. I con=nui studi e l’incessante ricerca danno vita ad un nuovo codice este=co, ad un progeBo in omaggio ed in difesa della bellezza, con un deciso rifiuto dell’omologazione.
Al lato una grande maschera femminile squarciata, che non svela carne sotto la ferita, bensì codici. La società odierna, veloce e tecnologica, non è che la maschera di un sogno, in questo caso di un american dream, che stenta a realizzarsi. Altra figura femminile è Francesca – donna, angelo o sirena? – il cui sereno sorriso ellenistico si perde in un corpo indefinito, un vortice di forme. Anche la figura maschile è ormai un titano, ha perso le sue sembianze di umanità: a definirlo solo un fallo contornato da un’armatura nella figura del semidio Emiteo.

giò di buscaTra queste maestose sculture si alternano saette di codici, piccole rane, mani d’autore e volti di uomini africani, per ricordare che accanto alle grandi imprese vi sono le piccole cose, spesso considerate secondarie. Trascinati dalla smania del sogno, dimentichiamo le basi, il nostro essere, la terra che ci ha generato. Lo stesso artista ha dichiarato a noi di Tribuna Italia: “I sogni, quelli veri, si avverano nonostante le avversità […] bisogna guardare al futuro e andare avanti, senza dimenticare il passato.

 

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