LETIZIA LANZAROTTI alias LADY BE

 Letizia Lanzarotti in arte Lady Be è giovane ma già un’artista di fama internazionale, amatissima dalla critica.
L’artista crea ritratti utilizzando la tecnica del mosaico rivisitata con oggetti riciclati di uso quotidiano; le sue opere fanno parte del filone della “pop art” lo stesso a cui appartiene Warhol per citare il più noto, ed è proprio a Warhol che si è ispirata.

 

 

 

Dare nuova vita ad oggetti popolari ben noti ad ognuno di noi, libera l’arte di Lady Be dalla freddezza tipica della pop art trasformandola in “Persona Pop Art”, piena di connotazioni familiari, che la rendono personale e coinvolgente: rimanda alla mente elementi già noti permettendo al tempo stesso alla fantasia di svelarne nuovi significati. Chi nella vita non ha mai maneggiato un evidenziatore o le sorpresine delle uova Kinder?
E’ tutto nella mente di ognuno di noi che osservando le opere si riconosce in qualcosa.


Perchè Lady Be?

“Lady Be è un’assonanza con la canzone dei Beatles Let it Be, dei quali sono un’appassionata, conosco tutte le loro canzoni a memoria. Be sta anche per Beatles che sono stati i miei veri ispiratori” ci racconta Letizia. Non a caso la nostra artista è stata una delle protagoniste di “Beatles a fumetti”, la mostra sui Fantastici quattro, in programma alla XXIIesima edizione di Romics.

Il bello delle opere di Letizia  è che invitano lo spettatore a interagire, ti viene voglia di toccarle,di capire come e di cosa sono fatte: se le guardi da vicino ti colpiscono i particolari, viste da lontano noti l’insieme e l’espressione.

I protagonisti dell’arte di Letizia sono tutti personaggi noti, che hanno fatto la storia e che lei sceglie  non solo in base all’aspetto estetico ma soprattutto per espressività e carattere.
Ho sempre amato i ritratti –  racconta –  cerco di coglierne l’essenza facendoli rivivere rappresentandoli, quelli che preferisco, a dire il vero sono i ritratti della gente comune, volti particolari che mi colpiscono per ciò che le loro espressioni e i loro sguardi trasmettono.”

Il successo, le esposizioni e la serie per dire No alla Violenza sulle Donne Lady Be riceve diverse recensioni critiche e pubblicazioni, e la sua tecnica viene per la prima volta definita “Mosaico Contemporaneo”.

Lady Be si trasferisce a Roma e dal 2014 arrivano altre importarti esposizioni estere che contribuiscono al suo successo: espone in Fiere, Musei e Fondazioni a New York, Malta, Barcellona, Berlino, Londra e diverse volte a Parigi, dove espone nella Fiera sotto la Piramide del Louvre e persino sulla Torre Eiffel, al primo piano, all’interno del Salon Gustave Eiffel. Nel 2016 Lady Be decide di introdurre temi sociali nelle sue opere e realizza la prima Barbie Tumefatta, ovvero il volto di una Barbie con i segni della Violenza, per sensibilizzare le persone sul tema della Violenza sulle Donne.

Il messaggio che Lady be vuole trasmettere con ognuna delle opere di questa serie è che ogni violenza va denunciata. Recenti esposizioni (2017 – 2019) Nel 2017 Lady Be apre la sua Mostra nel palazzo Oddo di Albenga (SV), consolidando la collaborazione con il critico Vittorio Sgarbi che scrive l’introduzione al catalogo personale, mentre nel 2018 realizza una mostra personale istituzionale a Pavia, all’interno del Castello Visconteo, uno dei luoghi più importanti, storici e suggestivi della città.

realizza una mostra personale a Roma, piazza S. Giovanni nel Backstage del Concerto del 1 Maggio, collabora con Disney e Legambiente nell’evento “Beach Litter 2019” realizzando una serie di opere per il lancio di Toy Story 4.

Espone alla Biennale di Mantova all’interno del Museo Gonzaga, la sua personale a Palazzo Bocconi, in Corso Venezia, 48 è aperta per tutto il mese di novembre 2019 e a dicembre espone nel Palazzo delle Esposizioni (ex Museo MAM di Cosenza) in occasione dell’importante evento “Musica.
E’ tutt’ora in corso una sua mostra all’aeroporto di Milano Malpensa

Definita recentemente la Bansky d’italia  l’instancabile Letizia ha realizzato un’opera intitolata “L’infermiera con l’orecchino di perla” che è diventata anche la copertina del libro «Covid-19 – Il Virus della Paura» uscito venerdì 24 aprile.

Il primo testo espressamente dedicato all’argomento, a cura del primario del reparto di Malattie infettive del policlinico Tor Vergata di Roma Massimo Andreoni e dello psicoterapeuta Giorgio Nardone, direttore della scuola di specializzazione post laurea in psicoterapia breve e strategica e docente di psicologia del cambiamento alla Link University.

 

I soggetti delle  sue opere più note sono quasi tutti icone pop appartenenti a mondi diversi; arte Andy Warhol, Frida Kahlo, Vincent Van Gogh; musica: Madonna, I Beatles, Mozart; scienza: Rita Levi Montalcini, Einstein; storia e letteratura Dante Alighieri, William Shakespeare;  religione: Gesù Cristo, Madre Teresa di Calcutta;  oppure personaggi dei fumetti e supereroi.

 

 

Ogni pezzettino possiede il colore originale, che non viene alterato dall’artista.
La passione per il riciclo ha spinto Letizia fin da piccola a collezionare piccoli oggetti  di recupero, trovati nei mercatini, su e-bay o nei rifiuti portati dal mare e classificarli in base al colore che usa al posto dei pennelli per “dipingere”le proprie opere d’arte.

Inoltre i pezzettini, vengono scelti in base all’attinenza con le caratteristiche e con l’essenza del personaggio che raffigurano.
Ad esempio sul ritratto di Marilyn ci sono delle scarpette coi tacchi, in quello di Frida croci e teschi che rievocano il Messico, la sua madrepatria.

L’arte di Letizia ci somiglia: ciascuno di noi si può definire un mosaico fatto di piccoli pezzi, di momenti di vita vissuta, esperienze, piccole e grandi battaglie. Possiamo essere un’opera d’arte fatta di tanti piccoli pezzettini, apparentemente insignificanti che se messi insieme nel modo giusto ne fanno un capolavoro. E se poi i pezzettini in questione sono fatti di oggetti usati nel quotidiano, che riconducono anche all’infanzia ecco che subito pensiamo che nulla è sprecato, tutto può essere riciclato e ottimizzato per creare qualcosa di bello e artistico.