Marrone di Castel del Rio – Emilia Romagna

- I marroni di Castel del Rio
lI marrone di Castel del Rio è una delle varietà di castagne tra le più pregiate e note sia in Italia che all’estero.
Questo frutto che viene ottenuto da piante della specie ” Castanea sativa mill ” si distingue dalle altre varietà per le dimensioni, la forma oblunga e per la buccia di colore bruno rossiccio con striature più scure che è facilmente asportabile, ma la sua principale caratteristica è la qualità della polpa bianca molto fine e dal sapore intenso e dolce.
Questa varietà di castagno che cresce in modo naturale nei boschi dell’alta Valle del Santerno in provincia di Bologna, già nel diciassettesimo secolo veniva tutelata da apposite leggi.
Attorno al 1000 sugli Appennini i castagneti da frutto sostituirono i boschi di querce, infatti le castagne, grazie alla loro facile conservazione, venivano considerate come preziose merci di scambio.
Marroni di Castel del Rio, leccornia europeaLa media Valle del Santerno racchiude, prezioso tesoro, antiche selve di grandi castagni. Delizioso frutto di questi boschi è il prelibato marrone di Castel del Rio. Prodotti naturali di queste splendide colline, i marroni sono ben diversi dalle più comuni castagne. In primo luogo, il marrone si distingue per il gusto: più dolce e profumato, racchiude ed esalta gli aromi e i sapori del bosco. Inoltre il marrone ha una pezzatura molto maggiore della castagna, tanto è vero che un riccio racchiude al massimo 2 o 3 frutti. Ultima delle sue qualità, il marrone è protetto da una buccia bruna e da una sottile pellicina che possono essere asportate con estrema facilità, operazione quasi impossibile con le castagne. La squisitezza e la naturalità di questo prodotto fanno dei marroni l’ingrediente principe di numerose preparazioni culinarie che, in autunno, trionfano sulle tavole dei gourmets. A tutela di questo autentico patrimonio gastronomico i castanicoltori di Castel del Rio si sono riuniti in un Consorzio e hanno ottenuto il riconoscimento europeo di Indicazione Geografica Protetta. L’I.G.P. assicura la qualità e la genuinità dei marroni di Castel del Rio e ne accompagna la vendita in Italia e all’estero. Un prodotto buono e naturale
Tutta la bontà dei marroni si assapora pienamente in autunno, ma la sapienza delle popolazioni montane ha elaborato un procedimento tutto naturale per conservare fino a primavera la squisitezza dei frutti. Per circa 8 giorni si immergono i marroni in acqua, in modo da provocare una leggera fermentazione. I frutti vengono poi fatti asciugare in locali ben aerati e raccolti in sacchetti di rete. Questo semplice metodo permette di apprezzare il gusto dei marroni fino in primavera. E, soprattutto, rispetta la naturalità del prodotto. Nella coltivazione dei marroni, infatti, non si ricorre ad alcuna sostanza chimica. Le piante si nutrono esclusivamente di quello che la terra offre loro spontaneamente, senza concimi o trattamenti antiparassitari. Questa prelibatezza gastronomica è un dono tutto naturale del sole e della terra, prodotta nel massimo rispetto della salute e del’ambiente.
Marroni di Castel del Rio, bontà naturale a marchio I.G.P.Il Marrone di Castel del Rio nasce e cresce naturalmente nei boschi della Valle del Santerno. Si distingue dalla castagna non tanto per la dimensione quanto per la forma, oblunga, e per la qualità della polpa fine, di sapore dolce e intenso. Naturale e squisito è il protagonista di numerosi piatti tipici. Molto apprezzati sono i brusè, che hanno una cottura simile rispetto a quella prevista per le caldarroste e sono quindi spesso impropriamente scambiati con esse: i marroni vengono incisi, cotti in una padella forata (brusadûr) e serviti caldissimi. La qualità del Marrone di Castel del Rio è garantita e riconosciuta in tutta Europa dal marchio I.G.P. – Indicazione Geografica Protetta.
Un frutto naturale al 100%Nel Medioevo castagne e marroni rappresentavano preziose merci di scambio grazie alla possibilità di una lunga conservazione. Venivano immersi in acqua per 8 giorni, in modo da provocare una leggera fermentazione, venivano poi fatti asciugare in luogo aerato, raccolti in rete e conservati dall’autunno alla primavera successiva. Si pensi che erano apprezzati fino a Parigi e al Cairo.
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Ciò che per secoli ha fatto la fortuna di castagne e marroni come base dell’alimentazione è stata la facilità di conservazione di questi deliziosi frutti. Le qualità più pregiate erano quelle che si conservavano meglio. E che potevano diventare preziose merci di scambio. Nel medioevo, ad esempio, castagne e marroni dei nostri Appennini arrivavano fino a Parigi e al Cairo.























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